8.8 cm Flak

Il meglio sulle munizioni pesanti
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8.8 cm Flak

Messaggio da berettofilo »

Una delle armi più versatili e micidiali della ww2 fu sicuramente il cannone da 88mm FLAK.

Se paragonato ad altre armi anti aeree come il cannone Inglese da 3,7 pollici Mk3 o al 90mm M1 Americano l'88 Flak non brillava certo per prestazioni superiori, ma la numerosissima dotazione di cui disponeva l'esercito Tedesco e soprattutto la sua versatilità che ne consentiva l'utilizzo sia come arma antiaerea che come antimateria/controcarro ne fecero un temutissimo “mito” al punto che gli alleati nominavano l'88 ad ogni forte boato che si udiva sui campi di battaglia di tutta l'Europa.

Le radici dell'88 Flak18 affondano fino al primo conflitto mondiale, a partire dal quale vennero costantemente elaborati e sviluppati progetti di armi da 8cm che in realtà la Krupp aveva già costruito e messo in servizio; infatti Il cannone antiaereo da 88mm Krupp ( le cui piattaforme di montaggio hanno diversi punti di somiglianza con quelle dell'88 flak 18) era già stato usato per difendere le città nelle zone limitrofe della Ruhr e della Renania già soggette ad incursioni aeree fin dal 1917

La storia ufficiale, comunque inizia nel 1925 quando la Luftwafe decise che le armi antiaeree da 7,5cm erano troppo piccole per un efficace utilizzo di protezione da attacchi aerei. Fu chiesto a Krupp e Rheinmetall di produrre dei prototipi che vennero poi testati nel 1929 /1930 senza però che nessuno dei progetti presentati fosse ritenuto soddisfacente a seguito degli scarsi sviluppi progettuali, limitati anche per via delle disposizioni restrittive in materia di armamenti dettate dal trattato di Versailes.

Per ovviare a questo “inconveniente” un gruppo di tecnici della Krupp andò segretamente in Svezia presso la fabbrica della Bofors, dove passarono diverso tempo allo sviluppo di un progetto per un sistema d'arma di calibro 8,8 e della relativa munizione del peso di una decina di kg: nel 1931 fecero ritorno con i disegni tecnici di quello che sarebbe entrato in servizio nel 1933 come cannone da 8,8cm Flak 18
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da berettofilo »

l'arma aveva diverse soluzioni tecniche innovative coma l'ingegnoso sistema semiautomatico di chiusura e apertura della culatta regolato da una molla a spirale (tipo quelle da orologi per intenderci) che veniva posta in tensione del rinculo della canna, e che agiva indipendentemente dall'ampiezza del rinculo stesso o dalla potenza della carica di lancio, ma che aveva richiesto una molteplicità di particolari meccanici aggiuntivi sulla culatta e ristrette tolleranze di fabbricazione dei bossoli delle munizioni.

Il trasporto avveniva mediante una piattaforma mobile dotata di ruote gemellate nella zona posteriore e da due ruote sterzanti in singolo nella parte anteriore. Le ruote venivano rimosse per appoggiare a terra la piattaforma e garantire così la dovuta stabilità all'arma durante lo sparo.

Un doppio sistema di puntamento consentiva l'utilizzo sia antiaereo che per uso controcarro o antimateria. Il sistema di puntamento antiaereo (Ubertragungs 30) era costituito da tre anelli concentrici di lampadine collegate alla centrale di puntamento che si accendevano a seconda dell'altezza alla quale il velivolo nemico si trovava. La centrale di tiro calcolava rapidissimamente la rotta degli attaccanti e trasmetteva l’alzo e la direzione ai pezzi. La trasmissione avveniva per mezzo dei succitati quadranti con le luci spia che indicavano, in prossimità dei comandi di alzo e direzione del pezzo, i valori da raggiungere. I puntatori allineavano i quadranti del pezzo alle luci illuminate e si era pronti a sparare.

Il battesimo del fuoco avvenne durante la guerra di Spagna, dal 1936 al 1939 periodo durante il quale l'88 dimostrò la sua efficacia (anche come arma controcarro) ma anche alcune pecche come ad esempio la necessità di sostituire la canna (ogni 900 colpi circa) che era monopezzo con il conseguente dispendio di energie e materiali.
Con l'avvento del successivo modello Flak 36 la canna poteva essere scomposta in tre parti, culatta con camera di cartuccia, parte centrale e volata, utilizzando materiali diversi a seconda della zona interessata da maggior o minore stress e soprattutto sostituendo solo la parte centrale che a causa delle temperature elevatissime della combustione della carica di lancio, si usurava prima del resto della canna. Un manicotto esterno univa le tre parti, anche se per la verità, non era insolito, viste le urgenza dettate dagli eventi bellici, trovare assemblate canne del mod. 36 su affusti del 18 o viceversa.
Con l'introduzione di nuovi tipi di propellente, e nuovi tipi di granate, la vita della canna fu allungata a 6000 colpi, che in alcuni casi si estendeva fino a 10,000.
Venne modificato anche il sistema di trasporto: La piattaforma a kreuzlafette fu conservata, ma ne fu aumentata la stabilità e furono modificati i carrelli, che ora divennero entrambi a doppia ruota e sempre con pneumatici. Dato che ora i carrelli anteriore e posteriore erano intercambiabili, il movimento poteva avvenire con la canna rivolta sia in avanti che indietro, accorciando in tal modo i tempi richiesti per mettere il pezzo in ordine di marcia.
Il pezzo venne anche dotato di una scudatura fissa per proteggere gli artiglieri dal tiro delle armi leggere durante l'utilizzo controcarro o antimateria.
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da berettofilo »

A seguito delle esperienze sul campo comunicate dai soldati ai tecnici Tedeschi, questi si resero conto che spesso, sfiati di gas di sparo, si infiltravano tra la parte centrale della canna e il manicotto di giunzione creando non pochi problemi durante le operazioni di sostituzione a causa del grippaggio tra le parti. Con il modello 37 il problema venne definitivamente risolto, introducendo la versione finale della canna composta da camera di cartuccia e canna. Venne altresì introdotto un nuovo più rapido e più preciso sistema di puntamento per la funzione antiaerea con l'adozione di una unità ricevente collegata alla centrale di puntamento: due motori elettrici comandati via cavo dalla stazione di puntamento regolavano l'alzo e il brandeggio del cannone in funzione dell'altezza della velocità dell'aereo da abbattere. Relativamente alla funzione controcarro, già osservata con successo durante la guerra civile Spagnola, il puntamento era affidato ad un semplice sistema di mire a telescopio ottico.
Le caratteristiche dell'arma nella versione “18”:
Calibro 88mm
Lunghezza affusto: 4930mm
Lunghezza canna 4686mm
Rigatura 32 righe destrorse a passo variabile da 1/38 a 1/30
Elevazione da -3° a +85°
Peso 4985kg
Rateo di fuoco teorico 15 colpi /min.
Altezza massima raggiungibile con la granata HE 9900m
Altezza massima effettiva d'utilizzo “ “ 8000m
Gittata massima al suolo “ “ 14815m

Per le versioni 36 e 37 i dati sono identici meno che per il passo di rigatura, sempre variabile ma
da 1/40 a 1/30
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da fert »

Ciao,
solo per ricordare che anche il nostro 90/53 non aveva nulla da invidiare al cannone tedesco. Purtroppo mobilità, capacità produttiva di armi, munizioni e soprattutto sistemi di puntamento fecero si che il nostro cannone nn potè essere utilizzato nel pieno delle sue potenzialità. Perdonate l'OT, ma era necessario.

Ci sara un bel po da discutere sul munizionamento, speriamo nella riuscita del topic.
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da OLD1973 »

Pendo dalle vostre meningi, pur non essendo il mio "campo", mi interessa moltissimo questo argomento! [151
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da Centerfire »

Bello! [151

Se ricordo bene nel sistema di puntamento del pezzo vi era un congegno per il settaggio automatico delle spolette a tempo prima dell'inserimento in canna, o sbaglio? [137
Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
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e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da fert »

ciao,
nn sbagli, questa era una caratteristica di tutte le artigierie antiaeree, anche i nostri obsoleti 76/40 ne erano provvisti. La centrale di tiro tarsmetteva i dati ai pezzi,

l'evidenza fotografica
Bundesarchiv_Bild_101I-787-0510-34,_Nordafrika,_feuerndes_Geschütz.jpg
i colpi con spoletta a tempo avevano una croce nera che li contraddistingueva

ovviamente era possibile anche la graduazione a mano con lo Zuender Stellschuessel
DSC01161.JPG
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da berettofilo »

Bene, sono contento che l'argomento vi interessi [151 spero arrivino molti commenti e rettifiche su eventuali hem hem :oops: :oops: probabili errori o inesattezze....
Dopo un minimo di cenni storici sull'arma, che proseguiranno più avanti nel post, ecco la parte più interessante per il nostro forum, il munizionamento:
Partiamo dal bossolo dove iniziano per me i primi guai.... le iniziali del fabbricante CK=Kabel und Metallwerk Neumeyr GmbH Muenchen, Baviera.
lunghezza mm 570mm,
diametro del rim 111mm,
diametro del colletto 90mm
Innesco tipo C/12 o C/12na St
Disegno N° 6347
in questo caso anno di produzione 1940
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da berettofilo »

a scanso di equivoci una sezione ingrandita delle iniziali del produttore:
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Re: 8.8 cm Flak

Messaggio da berettofilo »

Il pezzo vantava una vasta gamma di munizionamento del quale proverò a parlarvi. Le granate più comunemente utilizzate erano due la HE di colorazione gialla per l'uso antiaereo antimateria e la AP verniciata in nero come controcarro o strutture fortificate :
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