Pagina 6 di 7

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 14/10/2015, 11:13
da wyngo
Concordo appieno per il secondo tipo di paraffina che avrebbe isolato il WP dall'ossigeno evitando la combustione...nella scheda tecnica pero' parla di una miscela di WP e paraffina ( TL3014), mescolata a sua volta con la seconda sostanza (6302)...sto cercando altri testi ma sono cose talmente tecniche che i normali testi per specialisti non prendono nemmeno in considerazione.
Francesco

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 17/10/2015, 19:38
da wyngo
...infine ho scovato un pezzo meno conosciuto l'8.8cm Leuchtgeschoss L/4.4 , munizione illuminante per la Flak18, 36/37.
Con la collaborazione degli amici di BOCN e di WK2Ammo, ve la descrivo.


La granata, lunga 395mm (con spoletta), 331mm (senza spoletta), di derivazione navale, montata sul regolare bossolo/carica di lancio, per l'impiego illuminante in quota, pesava oltre 9,5 Kg, mentre il colpo completo circa 14kg ed era lungo 915mm; la Vo = 650 m/sec ed il tempo di combustione della candela era di 21 secondi, con un'intensita' di 510.000 Hefner (1 Hefner light unit = 0,903 Candela)ovvero 460.530 candele.
drawing 8,8cm Lg L-4,4.jpg
8,8cm Lg L-4,4.JPG
la munizione era attivata dalla spoletta a tempo meccanico Zt.Z S60n AZn.
Zt.Z. S60 n.A..jpg
Il corpo del proietto era lavorato per accettare la spoletta di ogiva gia' citata; funzionando a base emissione, ovvero espellendo dalla parte inferiore la candela illuminante, presentava un fondello in acciaio, mantenuto in sede da tre pin in rame che si tranciavano, durante il funzionamento, sotto la spinta delle camicie che tenevano in sede il paracadute, spinte dai gas della carica di accensione ed espulsione.
German-88cm-star-shell.jpg
La candela illuminante, era contenuta in un cilindro di acciaio sottile, ed era composta da una miscela di 50% nitrato di bario, 34% magnesio,14% zolfo ed il 2% paraffina per renderlo insensibile all'umidita'; la parte superiore della stessa era sensibilizzata all'innesco da 4 cilindretti di polvere nera compressa, che trasmettevano la deflagrazione ricevuta dalla carica di accensione ed espulsione.
Una miscela inerte era posizionata intorno al perno di sostegno della candela( in bianco nella foto) per evitare la trasmissione del calore al gancio del paracadute.
La carica di accensione ed espulsione era contenuta in un sacchetto rosso, posizionata sotto la spoletta ed era costituita da polvere nera a grana fine.
8,8cm LG L-4,4 projectile.JPG
La spoletta non aveva un auto-distruggente di alcun tipo e il bicchiere vuoto ricadeva integro al suolo (con ovvi problemi per la popolazione e il personale della contraerea), successivamente per motivi di sicurezza questa granata venne sostituita dalla 8,8cm Gr. Leucht-zerlege ( che abbiamo gia' trattato) che era provvista di auto-distruggente.
Ciao Francesco

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 17/10/2015, 21:40
da OLD1973
clap clap clap
Eccellente [151

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 17/10/2015, 23:53
da Andrea58
wyngo ha scritto:Concordo appieno per il secondo tipo di paraffina che avrebbe isolato il WP dall'ossigeno evitando la combustione...nella scheda tecnica pero' parla di una miscela di WP e paraffina ( TL3014), mescolata a sua volta con la seconda sostanza (6302)...sto cercando altri testi ma sono cose talmente tecniche che i normali testi per specialisti non prendono nemmeno in considerazione.
Francesco
Sono andato a rispolverare un testo di chimica e capito "L'arcano". Il fosforo bianco è facilmente miscibile ai grassi e la paraffina alla fine è un "grasso solido" per quanto la definizione semplicistica possa fare storcere il naso ad un chimico.

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 18/10/2015, 8:40
da fert
qualche foto della 8.8cm Gr Leucht Zerl
dsc01132.jpg
dsc01134.jpg
dsc01135.jpg
dsc01136.jpg

la granata illuminante prima e dopo l'espulsione della candela illuminante
8_8cm_leucht_-zerlege_prior_to_firing.jpg
8_8cm_leucht-zerlege_just_prior_to_self_destruct.jpg
in questa sezione e ben visibile l elemento autodistruggente

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 19/10/2015, 22:51
da berettofilo
Non potendo di certo competere contro aviazione e cavalleria [17 [110.gif ma soprattutto essendo a corto di argomenti [137 cercherò di illustrare a chi fosse interessato quali erano le principali tattiche di utilizzo dei pezzi da 88 (ma anche dei 10.5cm e 12.8cm FLAK). Tralasciando l'utilizzo controcarro / antimateria mi soffermerei sullo scopo precipuo per il quale il sempiterno 88 era stato creato ovvero la difesa antiaerea.
La tipica disposizione dei cannoni in configurazione antiaerea prevedeva il piazzamento sul terreno di quattro cannoni disposti a formare un rombo. Al centro del rombo vi era un sistema radar per l'avvistamento radar e il rilevamento delle coordinate, velocità quota direzione.... Il vertice della piramide che si poteva idealmente costruire sulla base romboidale era il punto mirato dagli artiglieri che sparando da ciascun pezzo alla velocità di dieci / quindici colpi al minuto generavano un nutrito fuoco antiaereo che vedeva mediamente lo scoppio di una granata ogni uno / due secondi. Se sul terreno erano piazzati più di quattro pezzi, questi venivano disposti in modo tale che gli aerei usciti dal raggio d'azione dei cannoni più esterni e formanti il primo quadrilatero, venissero subito ingaggiati dai successivi due cannoni più esterni del secondo quadrilatero formando così un rombo intermedio tra i due....forse non mi sono spiegato bene ma se avrete la pazienza di seguire il filmato capirete molto chiaramente quanto ho appena descritto:

https://www.youtube.com/watch?v=d4HKyyp0ERQ


Gli attacchi aerei contro gli obiettivi di interesse bellico normalmente venivano portati di notte dalla RAF con singoli aerei condotti verso il bersaglio mentre di giorno il compito era assolto da stormi di bombardieri Americani.
Ovviamente le tattiche cambiavano notevolmente: Nel primo caso la FLAK doveva puntare su ogni singolo bombardiere, mentre negli attacchi diurni degli americani gli stormi volavano serrati per proteggersi reciprocamente con le armi di bordo dall’attacco della jagdwaffe (la Caccia della Luftwafe) . La FLAK poteva quindi puntare nel mucchio confidando che se anche non colpiva direttamente nessuno poteva costringere gli stormi ad allargarsi e a calare in tal modo la difesa verso la caccia.
La necessità di volare serrati e di tenere una corsa finale di bombardamento su una direzione costante permetteva alla FLAK di realizzare, di fronte agli stormi attaccanti, un muro di fuoco, ossia una sfera di circa 600 metri di diametro, nella quale l’artiglieria contraerea sparava alla massima cadenza possibile, che avanzava con gli stormi dei bombardieri.  Attraversare questo inferno di contraerea mantenendo ferma la rotta era per i piloti e i puntatori dei bombardieri una esperienza di alcuni minuti di puro terrore.

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 19/10/2015, 22:56
da berettofilo
Per dare un'idea dell'efficacia della contraerea tedesca composta dai cannoni in 8,8 / 10,5 / 12,8 + gli svariati 20 e 37mm basti pensare che nel corso dei tre mesi che finiscono con l'agosto 1944, il fuoco contraereo tedesco provocò non meno del 66% dei 700 bombardieri persi e del 98% dei 13.000 bombardieri danneggiati. Nel 1943, il 33% dei bombardieri persi ed il 66% di quelli danneggiati è stato attribuito alla FLAK.
Tutto ciò non era però così semplice: prove fatte dall’8th Air Force facendo scoppiare (a terra) delle granate da 8.8 in prossimità di B17 inutilizzabili avevano portato alla conclusione che un danno certo che portasse all’abbattimento poteva esserci solo se il proietto fosse scoppiato a meno di 40 metri dall’aereo. Sebbene a distanze superiori vi fossero comunque danni e anche il ferimento o la morte di membri dell’equipaggio 40 metri erano un raggio dannatamente piccolo per chi sparava da terra e se si puntava in caccia la precisione doveva essere massima.
Per comprendere quanto fosse difficile colpire i velivoli in quota, dobbiamo pensare che il proietto non solo impiegava una quindicina di secondi per raggiungere il bersaglio che volava a 8000 metri, ma il percorso era una traiettoria curva. Durante il tempo in cui il proietto saliva verso il bersaglio questo, se volava a 300 km/h, si era spostato di ben 1250 metri. Occorreva perciò puntare a quello che si chiama punto futuro.
Non solo la traiettoria doveva perciò intercettare il punto futuro, ma la granata doveva scoppiare in un tempo prestabilito con la precisione del centesimo di secondo. Doveva quindi essere esattamente regolato il tempo di percorrenza della traiettoria. Tutto ciò non serebbe stato possibile senza l'ausilio di alcuni strumenti elettronici:Sia il sistema di difesa antiaerea diurna che notturna si basavano sull’assistenza RADAR. Per la notte ciò era indispensabile, ma anche durante il giorno le nuvole potevano mascherare la flotta in avvicinamento e il rilevamento a mezzo radiolocalizzatori (Funkmess Gerat) diveniva indispensabile.
Il sistema si basava principalmente su due tipi di Radar: il FREYA Fu.M.G. 301/39 G che rilevava l’avvicinamento a grande distanza, ma non era in grado di stabilire la quota degli attaccanti, e il WURZBURG Fu.M.G. 62 che aveva un raggio molto minore del Freya, ma era in grado, con un cono di irradiazione ristretto di determinare anche la quota del bersaglio. Il FREYA Funkmess Gerat era operante sulla frequenza di 120 Mhz, 500 impulsi al secondo, lunghezza impulso 3 microsecondi, potenza di picco 20 KW. Fu il Radar di avvistamento della luftwaffe con una portata di 120 km. Non era però in grado di determinare la quota dell'aereo intercettato. Il WURZBURG Frequenza operativa 600 MHz, 3750 impulsi al secondo, lunghezza impulso 2 microsecondi, potenza di picco da 7 a 11 kW. portata 30 km. Fu il tipico radar delle celle Kammhuber della difesa notturna. Esisteva anche una versione Riese, ossia gigante dell’apparato. Tipicamente il Wurzburg era al centro del rombo formato dalla batteria antiaerea. Il problema del puntamento era quello di elaborare rapidamente i dati di quota e direzione e trasmettere il punto futuro alla batteria antiaerea. Per l’azione notturna, che puntava in caccia ad un singolo bombardiere, la posizione dell’aereo veniva proiettata, da sotto, come uno spot luminoso su un tavolo operativo di vetro opacizzato dove gli ufficiali calcolatori del tiro, unendo i dati di quota, calcolavano la rotta e, per mezzo di regoli e incrocio di grafici, determinavano in pochi secondi il punto futuro e i tempi di ritardo e li trasmettevano alle hilferinnen (ausiliarie) che trasmettevano i dati ai quadranti dei pezzi i dati di sparo.
Nel caso della difesa diurna la creazione di un muro di fuoco davanti ai bombardieri raggruppati era relativamente facile e non necessitava di un apparato di precisione come quello della difesa notturna, bastava mandare un aereo che volasse alla stessa quota e velocità e nella stessa direzione dello stormo attaccante che trasmettesse a terra questi dati e si avrebbero avuti gli elementi essenziali per definire il puntamento di muri di fuoco. Tale procedura ai tempi dell’attacco non era però così facile perché la flotta di bombardieri era preceduta da una nuvola di caccia che spazzavano dal cielo gli aerei mandati a tale scopo; diventava perciò indispensabile l’uso del RADAR anche di giorno.
Ma le batterie contraeree, soprattutto quelle basate sull’onnipresente 88, non avevano un grande raggio d’azione. Potevano scagliare un proiettile fin oltre i 9.500 metri, ma questo sarebbe successo solo se il bersaglio passava sulla loro verticale. La reale quota operativa e il raggio di azione dell’antiaerea era di circa 8.000 metri con un raggio d’azione massimo, a quella quota, di 2.000 m. Relativamente al raggio d’azione va evidenziato che quanto più bassa era la quota attaccante tanto più si allargava il raggio d’azione del pezzo contraereo.
Ciò era drammatico per la RAF che operava con i Lancaster a quote inferiori a 5.000 metri, ma molto meno pesante per i B17 che si avvicinavano al bersaglio da 7.000 metri. Ciò tuttavia significava che raramente tutte le batterie di difesa che circondavano una città potevano intervenire contro gli aerei in avvicinamento. L’azione dell’artiglieria si esercitava solo contro i bombardieri: i caccia alleati volavano in genere più in alto e fuori tiro e avevano un percorso meno prevedibile.
L’inferno che la contraerea scatenava sopra i punti di passaggio e i bersagli non rendevano molto agibile l’area per la jagdfwaffe, vi erano quindi aree a caccia libera dove la contraerea era minore o assente e aree, in genere in prossimità dei potenziali bersagli, dove la caccia tedesca era interclusa.
Ciò nonostante il numero di colpi a vuoto era veramente impressionante:Il gen. Curtiss Le May partecipò al primo sanguinoso raid su Schweinfurt osservando dalla torretta superiore di un B17 le fasi culminanti dell’azione. Calcolò che per ogni B17 abbattuto fossero stati sparati 350 colpi da 88. Alla fine della guerra le statistiche riportarono però che ogni abbattimento di un quadrimotore notturno della RAF o diurno degli americani era costato ai tedeschi ben 5.500 colpi di antiaerea; quasi 80.000 invece i colpi dei 20 mm e dei 37 mm per ogni cacciabombardiere abbattuto. Ovviamente gli attaccanti cercarono sistemi atti ad eludere i sistemi radar tedeschi tra i quali disturbatori di frequenza radar, radio, ecc ecc. Da segnalare che la 15th Air Force operante nel bacino del Mediterraneo con i bombardieri bimotori trovò e applicò una interessante soluzione al problema di garantire un tempo di tregua necessario per la corsa di bombardamento: i bombardieri che dovevano colpire il bersaglio erano preceduti da altri bombardieri che un minuto prima sganciavano senza precisione bombe a frammentazione o bombe al fosforo bianco che costringevano gli artiglieri ad abbandonare le posizioni ai pezzi per quei 30 secondi necessari ai puntatori per mirare. Ovviamente i bombardieri anti FLAK erano ferocemente odiati e contrastati dai serventi della FLAK. [188 [188 [188

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 20/10/2015, 20:02
da Centerfire
Bellissima integrazione Berettofilo! Hai spiegato un sacco di cose che non sapevo! [151

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 21/10/2015, 20:52
da berettofilo
Centerfire ha scritto:Bellissima integrazione Berettofilo! Hai spiegato un sacco di cose che non sapevo! [151
Grazie center, il mio modesto contributo ad un post molto bello grazie soprattutto ai nostri "mostri sacri" fert e wingo clap clap clap

Re: 8.8 cm Flak

Inviato: 21/11/2015, 19:17
da wyngo
Grazie per l'ultima integrazione che seppure non arrivava nuova, ma per me, sempre gradita, per rispolverare dati interessanti e che sono applicabili ai nostri ritrovamenti, per dare ad ogni pezzo il suo "tocco" di storia.
Grazie per i complimenti...mi sento parte attiva e positiva del Cesim, contribuire ad un topic cosi' interessante, credo sia il minimo.
Francesco