Il cannone da 105/28
Inviato: 01/12/2015, 17:38
CANNONE DA 105/28
Il cannone da 105/28 pesante campale fu adottato dall’esercito italiano allo scoppio della prima guerra mondiale. Di progettazione francese, era denominato in Francia “Schneider 105 L Mlo 1913”. Venne prodotto in Italia dalla ditta “Ansaldo”. Era inglobato nella specialità dell’ “Artiglieria Pesante Campale”. In Italia venne denominato 105/28, dove 105 sta ad indicare il diametro interno della canna espresso in mm, ed il 28 (in realtà 28,4) rappresenta la lunghezza della canna espressa in calibri; moltiplicando il diametro interno di 105 mm per 28 mm, si ottiene 2940 mm che è la lunghezza della canna (la lunghezza reale è 2987 mm). La canna era di acciaio con rigatura sinistrorsa costante e la chiusura della stessa avveniva con otturatore a vite. La gittata era di circa 13 km. Sparava principalmente munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali, ma anche granate/shrapnel. Come carica di lancio utilizzava il bossolo. L’esercito italiano utilizzò tre tipi di bossolo: uno lungo di fabbricazione francese; uno più corto di 2 mm, sempre di produzione francese al quale venne sostituito il cannello originale con il cannello italiano modello 912, ed un bossolo corto di produzione nazionale. Di questo bossolo esistono alcune varianti costruttive. Si può trovare la versione bimetallica (fondello in ottone e parte cilindrica in rame) oppure tutto di ottone. Le granate utilizzavano vari tipi di spoletta: la 910, la 917, la spoletta Guerritore per piccoli calibri e la Guerritore per grossi calibri (personalmente ho sempre e solo visto la 910), mentre la granata/shrapnel utilizzava la spoletta a doppio effetto 912. L’arma, di costruzione francese, utilizzava anche munizionamento francese che poteva essere modificato per ricevere le spolette italiane o utilizzare le spolette francesi, di vario modello. Il munizionamento che segue era specifico per questo cannone. I proiettili postati sono tutti inerti ed ispezionabili in ogni loro parte. A sinistra la granata/shrapnel sistema Pancani, la granata Ansaldo con la rosetta ritardatrice che serviva per l’incurvamento del tiro, la Ansaldo a liquidi speciali (diaframma), la Ansaldo a liquidi speciali (bombola), la monoblocco e la granata monoblocco francese.
LA GRANATA / SHRAPNEL Granata-shrapnel Pancani.
La granata-shrapnel smontata. Il grosso tubo affianco al bossolo era il corpo della granata che andava inserito centralmente al bossolo, sotto alla spoletta 912. Primo piano della “bocca” della granata. Si nota il grosso foro centrale che era destinato ad essere riempito di esplosivo, mentre ai lati si vedono i tre fori che comunicavano con tre tubi che servivano per fare passare la fiammata che, partendo dalla spoletta doveva giungere alla carica di espulsione presente sul fondo del bicchiere dello shrapnel.
Particolare del corpo interno del bicchiere dello shrapnel. Si notano dei segni circolari di frattura prestabilita.
LE GRANATE ESPLOSIVE
La granata “Ansaldo” con la rosetta ritardatrice. Quest’ultima aveva lo scopo di fare rallentare la velocità del proiettile e fargli assumere una traiettoria più arcuata.
La rosetta ritardatrice del diametro di 103 mm.
Le componenti della parte sommitale della granata e la spoletta. Tra la spoletta 910 ed il cono di raccordo si vede la carica di rinforzo
La granata monoblocco detta “francese”. Simile alla Ansaldo solo che costruita in un solo blocco. La granata monoblocco di costruzione francese con il fondello rastremato per migliorare la gittata e la corona di forzamento più larga. Primo piano del fondello rastremato e della corona di forzamento più larga. LE GRANATE A LIQUIDI SPECIALI
Erano riempite con sostanze tossiche che potevano avere effetto soffocante, lacrimogeno, caustico, fumogeno o incendiario.
Granata “Ansaldo” a liquidi speciali a diaframma. Esteticamente identica alla granata esplosiva, al suo interno anziché esplosivo racchiudeva liquidi speciali che erano contenuti direttamente dentro al proiettile che era chiuso alla sommità da un diaframma avvitato, munito di un foro centrale che tappato con un dado dotato di guarnizione in piombo.
Primo piano della parte interna. Si nota il diaframma con al centro il bullone di chiusura ed ai lati i due fori che servivano per la chiave destinata ad avvitare il diaframma.
Primo piano del diaframma con il bullone rimosso
Granata “Ansaldo” a liquidi speciali a recipiente. Come la precedente ma anziché avere il liquido libero al suo interno era dotata di una bombola destinata a contenere i gas.
Il cannone da 105/28 pesante campale fu adottato dall’esercito italiano allo scoppio della prima guerra mondiale. Di progettazione francese, era denominato in Francia “Schneider 105 L Mlo 1913”. Venne prodotto in Italia dalla ditta “Ansaldo”. Era inglobato nella specialità dell’ “Artiglieria Pesante Campale”. In Italia venne denominato 105/28, dove 105 sta ad indicare il diametro interno della canna espresso in mm, ed il 28 (in realtà 28,4) rappresenta la lunghezza della canna espressa in calibri; moltiplicando il diametro interno di 105 mm per 28 mm, si ottiene 2940 mm che è la lunghezza della canna (la lunghezza reale è 2987 mm). La canna era di acciaio con rigatura sinistrorsa costante e la chiusura della stessa avveniva con otturatore a vite. La gittata era di circa 13 km. Sparava principalmente munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali, ma anche granate/shrapnel. Come carica di lancio utilizzava il bossolo. L’esercito italiano utilizzò tre tipi di bossolo: uno lungo di fabbricazione francese; uno più corto di 2 mm, sempre di produzione francese al quale venne sostituito il cannello originale con il cannello italiano modello 912, ed un bossolo corto di produzione nazionale. Di questo bossolo esistono alcune varianti costruttive. Si può trovare la versione bimetallica (fondello in ottone e parte cilindrica in rame) oppure tutto di ottone. Le granate utilizzavano vari tipi di spoletta: la 910, la 917, la spoletta Guerritore per piccoli calibri e la Guerritore per grossi calibri (personalmente ho sempre e solo visto la 910), mentre la granata/shrapnel utilizzava la spoletta a doppio effetto 912. L’arma, di costruzione francese, utilizzava anche munizionamento francese che poteva essere modificato per ricevere le spolette italiane o utilizzare le spolette francesi, di vario modello. Il munizionamento che segue era specifico per questo cannone. I proiettili postati sono tutti inerti ed ispezionabili in ogni loro parte. A sinistra la granata/shrapnel sistema Pancani, la granata Ansaldo con la rosetta ritardatrice che serviva per l’incurvamento del tiro, la Ansaldo a liquidi speciali (diaframma), la Ansaldo a liquidi speciali (bombola), la monoblocco e la granata monoblocco francese.
LA GRANATA / SHRAPNEL Granata-shrapnel Pancani.
La granata-shrapnel smontata. Il grosso tubo affianco al bossolo era il corpo della granata che andava inserito centralmente al bossolo, sotto alla spoletta 912. Primo piano della “bocca” della granata. Si nota il grosso foro centrale che era destinato ad essere riempito di esplosivo, mentre ai lati si vedono i tre fori che comunicavano con tre tubi che servivano per fare passare la fiammata che, partendo dalla spoletta doveva giungere alla carica di espulsione presente sul fondo del bicchiere dello shrapnel.
Particolare del corpo interno del bicchiere dello shrapnel. Si notano dei segni circolari di frattura prestabilita.
LE GRANATE ESPLOSIVE
La granata “Ansaldo” con la rosetta ritardatrice. Quest’ultima aveva lo scopo di fare rallentare la velocità del proiettile e fargli assumere una traiettoria più arcuata.
La rosetta ritardatrice del diametro di 103 mm.
Le componenti della parte sommitale della granata e la spoletta. Tra la spoletta 910 ed il cono di raccordo si vede la carica di rinforzo
La granata monoblocco detta “francese”. Simile alla Ansaldo solo che costruita in un solo blocco. La granata monoblocco di costruzione francese con il fondello rastremato per migliorare la gittata e la corona di forzamento più larga. Primo piano del fondello rastremato e della corona di forzamento più larga. LE GRANATE A LIQUIDI SPECIALI
Erano riempite con sostanze tossiche che potevano avere effetto soffocante, lacrimogeno, caustico, fumogeno o incendiario.
Granata “Ansaldo” a liquidi speciali a diaframma. Esteticamente identica alla granata esplosiva, al suo interno anziché esplosivo racchiudeva liquidi speciali che erano contenuti direttamente dentro al proiettile che era chiuso alla sommità da un diaframma avvitato, munito di un foro centrale che tappato con un dado dotato di guarnizione in piombo.
Primo piano della parte interna. Si nota il diaframma con al centro il bullone di chiusura ed ai lati i due fori che servivano per la chiave destinata ad avvitare il diaframma.
Primo piano del diaframma con il bullone rimosso
Granata “Ansaldo” a liquidi speciali a recipiente. Come la precedente ma anziché avere il liquido libero al suo interno era dotata di una bombola destinata a contenere i gas.