Il cannone da 75 A
Inviato: 06/02/2016, 18:49
CANNONE DA 75/A
Il cannone da 75A RET modello 1900 di progettazione Krupp fu distribuito al Regio Esercito nel 1902. Già obsoleto allo scoppio della Grande Guerra, era inglobato nella specialità della “Artiglieria da Campagna”. Era un pezzo d’artiglieria con canna di acciaio a rigatura costante sinistrorsa, lunga 30 calibri (2250 mm), otturatore a vite ed affusto rigido. Aveva una gittata di circa 8100 mt. Sparava munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali e shrapnel. Era dotato di una granata e uno shrapnel propri e poteva utilizzare anche munizionamento destinato all’utilizzo sui più moderni cannoni da 75/906 Krupp o 75/911 Deport. Come carica di lancio utilizzava il bossolo in ottone lungo 151 mm. La granata e lo shrapnel specifici utilizzavano rispettivamente la spoletta a percussione modello 902 e la spoletta a doppio effetto modello 900, mentre le granate più moderne utilizzavano la spoletta a percussione modello 910.
Il munizionamento che segue era specifico per questo cannone. Ho postato solamente quello specifico e non il munizionamento ereditato dai più moderni cannoni da 75. I proiettili postati sono tutti inerti e ispezionabili in ogni loro parte.
Lo shrapnel da 75A di acciaio
La parte interna con i pallettoni di piombo e antimonio e la parte del tubo in ottone posto centralmente al bicchiere che serviva per comunicare la fiammata trasmessa dalla spoletta modello 900 alla carica di espulsione posta sotto il diaframma, ubicato alla base del bicchiere, allo scopo di fare espellere i pallettoni.
Primo piano della “meccanica interna” dello shrapnel. Alla base il diaframma di acciaio sotto al quale era collocata la carica di espulsione, il tubo di ottone che percorreva il corpo dello shrapnel per tutta la sua lunghezza sino a giungere a contatto con la spoletta soprastante. Attraverso il tubo, che in origine era riempito con esplosivo, passava la fiammata dalla spoletta alla carica propulsiva posta sotto il diaframma.
Schema del sistema di funzionamento dello shrapnel
LA GRANATA ESPLOSIVA
La granata torpedine da 75A di acciaio con spoletta 902.
Le parti della parte sommitale. Da destra il cono di raccordo, la spoletta 902 e il relativo innesco.
CORONA DI FORZAMENTO
La corona di forzamento ha uno spessore di 8 mm
LA CORONA DI CENTRAMENTO
Ha uno spessore di 4 mm
I CONI DI RACCORDO Il cono di raccordo della granata.
Il cono di raccordo dello shrapnel
LE SPOLETTE
La spoletta a doppio effetto modello 900 dello shrapnel poteva funzionare sia a tempo sia a percussione. Era priva di graduazione. Sulla sinistra il cilindro che ospitava il sistema a percussione.
La spoletta a percussione modello 902
La spoletta a percussione 902 con il suo specifico innesco.
LE CARICHE DI LANCIO (bossolo)
Il bossolo in ottone era alto 151 mm la bocca aveva il diametro interno di 75 mm ed il fondello era largo 87 mm.
Il fondello del bossolo con lo specifico innesco.
Correggetemi, migliorate, integrate.
Il cannone da 75A RET modello 1900 di progettazione Krupp fu distribuito al Regio Esercito nel 1902. Già obsoleto allo scoppio della Grande Guerra, era inglobato nella specialità della “Artiglieria da Campagna”. Era un pezzo d’artiglieria con canna di acciaio a rigatura costante sinistrorsa, lunga 30 calibri (2250 mm), otturatore a vite ed affusto rigido. Aveva una gittata di circa 8100 mt. Sparava munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali e shrapnel. Era dotato di una granata e uno shrapnel propri e poteva utilizzare anche munizionamento destinato all’utilizzo sui più moderni cannoni da 75/906 Krupp o 75/911 Deport. Come carica di lancio utilizzava il bossolo in ottone lungo 151 mm. La granata e lo shrapnel specifici utilizzavano rispettivamente la spoletta a percussione modello 902 e la spoletta a doppio effetto modello 900, mentre le granate più moderne utilizzavano la spoletta a percussione modello 910.
Il munizionamento che segue era specifico per questo cannone. Ho postato solamente quello specifico e non il munizionamento ereditato dai più moderni cannoni da 75. I proiettili postati sono tutti inerti e ispezionabili in ogni loro parte.
Lo shrapnel da 75A di acciaio
La parte interna con i pallettoni di piombo e antimonio e la parte del tubo in ottone posto centralmente al bicchiere che serviva per comunicare la fiammata trasmessa dalla spoletta modello 900 alla carica di espulsione posta sotto il diaframma, ubicato alla base del bicchiere, allo scopo di fare espellere i pallettoni.
Primo piano della “meccanica interna” dello shrapnel. Alla base il diaframma di acciaio sotto al quale era collocata la carica di espulsione, il tubo di ottone che percorreva il corpo dello shrapnel per tutta la sua lunghezza sino a giungere a contatto con la spoletta soprastante. Attraverso il tubo, che in origine era riempito con esplosivo, passava la fiammata dalla spoletta alla carica propulsiva posta sotto il diaframma.
Schema del sistema di funzionamento dello shrapnel
LA GRANATA ESPLOSIVA
La granata torpedine da 75A di acciaio con spoletta 902.
Le parti della parte sommitale. Da destra il cono di raccordo, la spoletta 902 e il relativo innesco.
CORONA DI FORZAMENTO
La corona di forzamento ha uno spessore di 8 mm
LA CORONA DI CENTRAMENTO
Ha uno spessore di 4 mm
I CONI DI RACCORDO Il cono di raccordo della granata.
Il cono di raccordo dello shrapnel
LE SPOLETTE
La spoletta a doppio effetto modello 900 dello shrapnel poteva funzionare sia a tempo sia a percussione. Era priva di graduazione. Sulla sinistra il cilindro che ospitava il sistema a percussione.
La spoletta a percussione modello 902
La spoletta a percussione 902 con il suo specifico innesco.
LE CARICHE DI LANCIO (bossolo)
Il bossolo in ottone era alto 151 mm la bocca aveva il diametro interno di 75 mm ed il fondello era largo 87 mm.
Il fondello del bossolo con lo specifico innesco.
Correggetemi, migliorate, integrate.