I cannoni da 75/27 mod 1911 Deport e 1906 Krupp
Inviato: 26/10/2016, 17:17
CANNONE DA 75 modello 906 Krupp
Il cannone da 75-906 Krupp era di produzione tedesca e costruito in Italia su licenza dalla Ansaldo e dalla Armstrong-Pozzuoli. Era inglobato nella specialità della “Artiglieria da Campagna” e con affusti improvvisati utilizzato anche nel tiro antiaereo. Era un pezzo d’artiglieria a tiro rapido con canna di acciaio a rigatura progressiva sinistrorsa, lunga 30 calibri (2250 mm), otturatore a cuneo, affusto a coda unica a rinculo costante lungo. Aveva una gittata di circa 8300 mt. L’arma era dotata di uno scudo in acciaio spesso 4 mm posto a protezione dei serventi composto da due elementi. Era dotato di vomere per l’ancoraggio al terreno. Per il puntamento utilizzava un cannocchiale panoramico. In servizio vi era anche un cannone denominato 75 modello 1912 che derivava dal modello 906, ma più leggero e maneggevole ed utilizzato dall’artiglieria a cavallo. Sparava munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali, antiaereo e shrapnel. Come carica di lancio utilizzava il bossolo. L’esercito italiano utilizzò un bossolo in ottone lungo 278 mm. Cannone 906
Cannone 912
CANNONE DA 75 modello 911 Deport
Il cannone da 75-911 Deport era di produzione francese costruito in Italia su licenza da Vikers-Terni ed Armstrong-Pozzuoli. Era inglobato nella specialità della “Artiglieria da Campagna” e con affusti improvvisati utilizzato anche nel tiro antiaereo. Era un pezzo d’artiglieria a tiro rapido con canna di acciaio a rigatura costante sinistrorsa lunga 28 calibri (2132 mm). Aveva una gittata di circa 8300 mt, l’otturatore era a vite. L’affusto era composto da due code snodate che gli consentivano di avere ampi settori di tiro soprattutto in elevazione. Le code erano di lamiera e terminavano con due vomeri a coltello che servivano per l’ancoraggio al terreno del pezzo. Aveva il rinculo combinato per permettere all’arma alzi elevati senza che si rischiasse che la culatta urtasse contro il terreno durante il rinculo. Per il puntamento utilizzava un cannocchiale panoramico. L’arma era dotata di uno scudo in acciaio spesso 4 mm posto a protezione dei serventi. Sparava munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali, antiaereo e shrapnel. Come carica di lancio utilizzava il bossolo. L’esercito italiano utilizzò un bossolo in ottone lungo 278 mm. Impiegato nel tiro antiaereo
I proiettili postati sono tutti inerti e ispezionabili in ogni loro parte.
A sinistra la granata modello francese, la granata antiaerea CK, lo shrapnel, la granata a gas a codolo, la granata a gas a diaframma e la granata esplosiva.
LO SHRAPNEL
Lo shrapnel da 75 di acciaio utilizzava la spoletta a doppio effetto modello 906. Tutte le componenti dello shrapnel. Sulla sinistra il diaframma con il tubo che serviva per comunicare la fiammata trasmessa dalla spoletta modello 906 alla carica di espulsione posta sotto il diaframma, ubicata alla base del bicchiere, allo scopo di fare espellere i pallettoni.
LA GRANATA ESPLOSIVA
La granata esplosiva da 75 era di acciaio con spoletta 910. Su quella postata vi è avvitata la rosetta rallentatrice per l’incurvamento del tiro. La granata con il cono di raccordo svitato.
LA GRANATA FRANCESE
La granata francese era in acciaio, con spoletta a percussione modello 908. La stessa granata, con applicata la rosetta per l’incurvamento del tiro modello Malandrine. La rosetta rallentatrice Malandrine.
LE GRANATE A LIQUIDI SPECIALI
Granata da 75 a liquidi speciali a codolo. Esternamente pressoché identica alla granata esplosiva, dalla quale si distingueva per la presenza di una guarnizione in piombo montata tra il corpo granata ed il cono di raccordo. La granata smontata. Si nota il cono di raccordo con il codolo. Utilizzava sempre la spoletta modello 910. Granata a liquidi speciali a diaframma. Utilizzava un cono di raccordo con filettatura molto più corta delle altre. Il particolare cono di raccordo. Primo piano del diaframma interno.
Il cannone da 75-906 Krupp era di produzione tedesca e costruito in Italia su licenza dalla Ansaldo e dalla Armstrong-Pozzuoli. Era inglobato nella specialità della “Artiglieria da Campagna” e con affusti improvvisati utilizzato anche nel tiro antiaereo. Era un pezzo d’artiglieria a tiro rapido con canna di acciaio a rigatura progressiva sinistrorsa, lunga 30 calibri (2250 mm), otturatore a cuneo, affusto a coda unica a rinculo costante lungo. Aveva una gittata di circa 8300 mt. L’arma era dotata di uno scudo in acciaio spesso 4 mm posto a protezione dei serventi composto da due elementi. Era dotato di vomere per l’ancoraggio al terreno. Per il puntamento utilizzava un cannocchiale panoramico. In servizio vi era anche un cannone denominato 75 modello 1912 che derivava dal modello 906, ma più leggero e maneggevole ed utilizzato dall’artiglieria a cavallo. Sparava munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali, antiaereo e shrapnel. Come carica di lancio utilizzava il bossolo. L’esercito italiano utilizzò un bossolo in ottone lungo 278 mm. Cannone 906
Cannone 912
CANNONE DA 75 modello 911 Deport
Il cannone da 75-911 Deport era di produzione francese costruito in Italia su licenza da Vikers-Terni ed Armstrong-Pozzuoli. Era inglobato nella specialità della “Artiglieria da Campagna” e con affusti improvvisati utilizzato anche nel tiro antiaereo. Era un pezzo d’artiglieria a tiro rapido con canna di acciaio a rigatura costante sinistrorsa lunga 28 calibri (2132 mm). Aveva una gittata di circa 8300 mt, l’otturatore era a vite. L’affusto era composto da due code snodate che gli consentivano di avere ampi settori di tiro soprattutto in elevazione. Le code erano di lamiera e terminavano con due vomeri a coltello che servivano per l’ancoraggio al terreno del pezzo. Aveva il rinculo combinato per permettere all’arma alzi elevati senza che si rischiasse che la culatta urtasse contro il terreno durante il rinculo. Per il puntamento utilizzava un cannocchiale panoramico. L’arma era dotata di uno scudo in acciaio spesso 4 mm posto a protezione dei serventi. Sparava munizionamento ad alto esplosivo, a liquidi speciali, antiaereo e shrapnel. Come carica di lancio utilizzava il bossolo. L’esercito italiano utilizzò un bossolo in ottone lungo 278 mm. Impiegato nel tiro antiaereo
I proiettili postati sono tutti inerti e ispezionabili in ogni loro parte.
A sinistra la granata modello francese, la granata antiaerea CK, lo shrapnel, la granata a gas a codolo, la granata a gas a diaframma e la granata esplosiva.
LO SHRAPNEL
Lo shrapnel da 75 di acciaio utilizzava la spoletta a doppio effetto modello 906. Tutte le componenti dello shrapnel. Sulla sinistra il diaframma con il tubo che serviva per comunicare la fiammata trasmessa dalla spoletta modello 906 alla carica di espulsione posta sotto il diaframma, ubicata alla base del bicchiere, allo scopo di fare espellere i pallettoni.
LA GRANATA ESPLOSIVA
La granata esplosiva da 75 era di acciaio con spoletta 910. Su quella postata vi è avvitata la rosetta rallentatrice per l’incurvamento del tiro. La granata con il cono di raccordo svitato.
LA GRANATA FRANCESE
La granata francese era in acciaio, con spoletta a percussione modello 908. La stessa granata, con applicata la rosetta per l’incurvamento del tiro modello Malandrine. La rosetta rallentatrice Malandrine.
LE GRANATE A LIQUIDI SPECIALI
Granata da 75 a liquidi speciali a codolo. Esternamente pressoché identica alla granata esplosiva, dalla quale si distingueva per la presenza di una guarnizione in piombo montata tra il corpo granata ed il cono di raccordo. La granata smontata. Si nota il cono di raccordo con il codolo. Utilizzava sempre la spoletta modello 910. Granata a liquidi speciali a diaframma. Utilizzava un cono di raccordo con filettatura molto più corta delle altre. Il particolare cono di raccordo. Primo piano del diaframma interno.