Inviato: 27/02/2008, 21:34
Molto interessante questa discussione sulle armi tedesche a decalibrazione!!!
Mi è tornato in mente quello che mi raccontava mio padre del periodo del dopoguerra.
Lavorava presso le Officine Galileo di Firenze (la sede originaria della fabbrica è dall'altro lato della strada dove abito) specializzata nella fabbricazione di componenti meccanici di precisione come i telemetri delle artiglierie (anche navali) e vari altri strumenti elettro-ottici.
Ebbene, per riuscire a realizzare gli utensili per la tornitura ricercavano tutti i penetratori in carburo di tungsteno che riuscivano a recuperare, acquistandoli da chiunque li procurasse.
Una volta spezzati e saldati sui supporti con la brasatura ad ottone venivano affilati secondo le varie esigenze. (il carburo di tungsteno è più conosciuto col nome commerciale di Widia ed attualmente è usatissimo nell'industria meccanica)
Immagino che molte altre aziende in Italia si siano trovate nella necessità di sopperire alla mancanza di utensileria riciclando componenti "preziose" come queste, questo dovrebbe aver reso difficile recuperare tali proiettili ai nostri giorni....
Il fatto che poi si trovi dopo 60 anni in condizioni perfette è perché in realtà non è un metallo nel senso comune del termine. Questo materiale è realizzato tramite la miscelazione di particolari ossidi rari che successivamente vengono conpressi in appositi stampi e riscaldati ad alte temperature.
In seguito vengono accuratizzate le dimensioni con operazioni di molatura che è l'uniuca lavorazione in grado di intervenire sul materiale ottenuto. Questo a grandi linee, se poi ho commesso delle imprecisioni qualcuno mi corregga!!!!
Ah, nel famigerato libro di Ian V. Hogg ho le foto dei proiettili perforanti da 28/20 e 75/50 ed anche del fratellino inglese con la sezione dell'adattatore da volata... interessano?
Mi è tornato in mente quello che mi raccontava mio padre del periodo del dopoguerra.
Lavorava presso le Officine Galileo di Firenze (la sede originaria della fabbrica è dall'altro lato della strada dove abito) specializzata nella fabbricazione di componenti meccanici di precisione come i telemetri delle artiglierie (anche navali) e vari altri strumenti elettro-ottici.
Ebbene, per riuscire a realizzare gli utensili per la tornitura ricercavano tutti i penetratori in carburo di tungsteno che riuscivano a recuperare, acquistandoli da chiunque li procurasse.
Una volta spezzati e saldati sui supporti con la brasatura ad ottone venivano affilati secondo le varie esigenze. (il carburo di tungsteno è più conosciuto col nome commerciale di Widia ed attualmente è usatissimo nell'industria meccanica)
Immagino che molte altre aziende in Italia si siano trovate nella necessità di sopperire alla mancanza di utensileria riciclando componenti "preziose" come queste, questo dovrebbe aver reso difficile recuperare tali proiettili ai nostri giorni....
Il fatto che poi si trovi dopo 60 anni in condizioni perfette è perché in realtà non è un metallo nel senso comune del termine. Questo materiale è realizzato tramite la miscelazione di particolari ossidi rari che successivamente vengono conpressi in appositi stampi e riscaldati ad alte temperature.
In seguito vengono accuratizzate le dimensioni con operazioni di molatura che è l'uniuca lavorazione in grado di intervenire sul materiale ottenuto. Questo a grandi linee, se poi ho commesso delle imprecisioni qualcuno mi corregga!!!!
Ah, nel famigerato libro di Ian V. Hogg ho le foto dei proiettili perforanti da 28/20 e 75/50 ed anche del fratellino inglese con la sezione dell'adattatore da volata... interessano?