Re: 81mm modello 1935
Inviato: 15/10/2011, 12:39
Ciao a tutti.
Dopo una piccola ricerca tra le pubblicazioni in mio possesso, sono arrivato a delle conclusioni che dovrebbero toglierci qualche dubbio...
Per prima cosa vorrei confermare che l'oleum, nelle pubblicazioni del tempo viene trattato come un liquido speciale, ovvero un aggressivo chimico, alla pari dell'iprite e del fosgene, in quanto le munizioni che lo usavano quale caricamento, dovevano necessariamente avere le caratteristiche speciali, per contenere questo liquido corrosivo e tossico.
Tra le munizioni italiane che potevano avere caricamento ad oleum possiamo trovare la granata torpedine da 75mm Mod.910, con configurazione a tappo di ogiva codolo con guarnizioni in piombo; abbiamo anche la granata da 105 monoblocco Mod.910 con e senza carica di rottura, sia a codolo che a diaframma; abbiamo inoltre la granata mina da 149/12 a diaframma e la granata in in ghisa tipo H per cannone 149 A e G ed obice G, a diaframma.
Comunemente chiamato Oleum, è chimicamente l'acido clorosolfonico (anche conosciuto come acido clorosolforico o come cloridina solforica),è un liquido incolore o leggermente giallo, molto corrosivo e che comporta gravi ustioni al contatto con la pelle; impiegato per la prima volta come fumogeno dalla Germania, produce un fumo bianco e non molto denso ma irritante per le vie respiratorie, prodotto in reazione con l'umidita' dell'aria.
La bomba da mortaio di ghisa acciaiosa da 81mm per il mortaio Modello 35 postata da Fert, che presenta la scritta "NEBBIOG", nel simbolo del tappo ogiva a codolo, secondo le mie informazioni, contiene proprio l'Oleum e non il fosforo rosso che è si' un incendiario ma di natura solida e non necessita di tale accorgimento per il caricamento nelle munizioni.
La bomba da mortaio, sempre postata da Fert, da 81mm in ghisa acciaiosa e con la scritta "FOSFORO" sul simbolo del tappo ogiva a codolo, contiene fosforo bianco, ed è classificata fumogena incendiaria.
Relativamente ai contrassegni delle bombe da mortaio in ghisa acciaiosa, queste dovrebbero sempre presentare sopra il codolo, una fascia nera, indicante il materiale che costituisce il corpo della munizione stessa, cosa a volte disattesa, come si puo' notare nelle foto del buon Fert...nella bomba in ghisa acciaiosa caricata con tritolo e binitronaftalina è presente la fascia nera sul codolo, assente invece su quelle nebbiogena e fumogena incendiaria...italiche distrazioni.
Solo un'ultima cosa, nelle colorazione delle munizioni italiane belliche, il munizionamento fumogeno-nebbiogeno aveva la caratteristica ogiva di colore nero, mentre il fumogeno-incendiario al fosforo bianco, presentava l'ogiva nera con una fascia circolare rosso carminio, esattamente come la munizione di questo tipo postata dal buon Fert.
Per completezza di informazione invio l'immagine, tratta dal mio manuale, della granata da 149 a diaframma, che poteva presentare anche l'oleum, quale caricamento tra quelli a liquido speciale.
Spero di essere stato esaustivo pur con le limitate informazioni in mio possesso, rimango comunque disponibile ad approfondimenti che possano essere utili a tutti ed a ogni confronto su altre informazioni di ogni fonte disponibile.
Ciao Francesco
Dopo una piccola ricerca tra le pubblicazioni in mio possesso, sono arrivato a delle conclusioni che dovrebbero toglierci qualche dubbio...
Per prima cosa vorrei confermare che l'oleum, nelle pubblicazioni del tempo viene trattato come un liquido speciale, ovvero un aggressivo chimico, alla pari dell'iprite e del fosgene, in quanto le munizioni che lo usavano quale caricamento, dovevano necessariamente avere le caratteristiche speciali, per contenere questo liquido corrosivo e tossico.
Tra le munizioni italiane che potevano avere caricamento ad oleum possiamo trovare la granata torpedine da 75mm Mod.910, con configurazione a tappo di ogiva codolo con guarnizioni in piombo; abbiamo anche la granata da 105 monoblocco Mod.910 con e senza carica di rottura, sia a codolo che a diaframma; abbiamo inoltre la granata mina da 149/12 a diaframma e la granata in in ghisa tipo H per cannone 149 A e G ed obice G, a diaframma.
Comunemente chiamato Oleum, è chimicamente l'acido clorosolfonico (anche conosciuto come acido clorosolforico o come cloridina solforica),è un liquido incolore o leggermente giallo, molto corrosivo e che comporta gravi ustioni al contatto con la pelle; impiegato per la prima volta come fumogeno dalla Germania, produce un fumo bianco e non molto denso ma irritante per le vie respiratorie, prodotto in reazione con l'umidita' dell'aria.
La bomba da mortaio di ghisa acciaiosa da 81mm per il mortaio Modello 35 postata da Fert, che presenta la scritta "NEBBIOG", nel simbolo del tappo ogiva a codolo, secondo le mie informazioni, contiene proprio l'Oleum e non il fosforo rosso che è si' un incendiario ma di natura solida e non necessita di tale accorgimento per il caricamento nelle munizioni.
La bomba da mortaio, sempre postata da Fert, da 81mm in ghisa acciaiosa e con la scritta "FOSFORO" sul simbolo del tappo ogiva a codolo, contiene fosforo bianco, ed è classificata fumogena incendiaria.
Relativamente ai contrassegni delle bombe da mortaio in ghisa acciaiosa, queste dovrebbero sempre presentare sopra il codolo, una fascia nera, indicante il materiale che costituisce il corpo della munizione stessa, cosa a volte disattesa, come si puo' notare nelle foto del buon Fert...nella bomba in ghisa acciaiosa caricata con tritolo e binitronaftalina è presente la fascia nera sul codolo, assente invece su quelle nebbiogena e fumogena incendiaria...italiche distrazioni.
Solo un'ultima cosa, nelle colorazione delle munizioni italiane belliche, il munizionamento fumogeno-nebbiogeno aveva la caratteristica ogiva di colore nero, mentre il fumogeno-incendiario al fosforo bianco, presentava l'ogiva nera con una fascia circolare rosso carminio, esattamente come la munizione di questo tipo postata dal buon Fert.
Per completezza di informazione invio l'immagine, tratta dal mio manuale, della granata da 149 a diaframma, che poteva presentare anche l'oleum, quale caricamento tra quelli a liquido speciale.
Spero di essere stato esaustivo pur con le limitate informazioni in mio possesso, rimango comunque disponibile ad approfondimenti che possano essere utili a tutti ed a ogni confronto su altre informazioni di ogni fonte disponibile.
Ciao Francesco