spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

La bibbia delle bombe d'aereo

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gewehr41

spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da gewehr41 »

Salve,
apro questo topic per farvi partecipi di un bel regalo di Natale fattomi da un carissimo amico, il quale sapendo che a me interessa tutto del mondo oplologico, ciò che è brevettato, adottato e costruito nel 1941, (da qui il mio nick) mi ha donato una spoletta di bomba d’aereo inglese N° 28 Mark III costruita nel settembre del 1941 riportante il contrassegno “LECCO”.
Lecco è una cittadina della Lombardia nella quale fra tante rwaltà industriali c’è la famosa fabbrica di munizioni Giulio Fiocchi. Quindi la prima impressione per tutti è stata che “LECCO” fosse la località di produzione, se non che nel 1941 si era in piena guerra contro il Regno Unito, quindi, solo per questo motivo non si può accreditare tale ipotesi.
Da contatti diretti con Teller67 ho avuto la conferma che trattasi di un acronimo.
Quindi lo prego di chiarire l’ “arcano”.
DSC_0577C.jpg
DSC_0574C.jpg
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da Centerfire »

Pezzo in condizioni eccellenti! [264
Come mi aveva a suo tempo spiegato Teller gli inglesi realizzavano spolette in ottone con la parte meccanica ben distinta da quella pirica per cui ben inertizzabili e pure di gradevole aspetto, un bell'oggettino insomma! [151

Per l'acronimo sono curioso anche io di sapere...
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TELLER67
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da TELLER67 »

Ciao. Rispondo anche per puntualizzare un particolare tecnico riguardo le spolette inglesi, anzi britanniche.
I suddetti britannici, artisti nella complicazione di affari in natura semplici, (non me ne vogliano eventuali estimatori o chiamati in causa) sono riusciti durante la seconda guerra mondiale a creare due sostanziali tipi di artifizio per le proprie bombe d'aereo: le "pistols" e le "fuzes".
La differenza tra i due tipi di artifizi era in pratica questa:
- le "pistols" si applicavano alla bomba dopo aver inserito il detonatore, il quale non era unito in alcun modo (leggi filettatura) alla spoletta; questa vi si appoggiava contro. Il risultato è chiaro e si vede nell'esemplare postato da gewehr41: una volta svitato dal corpo della bomba, si ha un'innocentissimo ed assolutamente inerte congegno meccanico, non contenendo alcuna sostanza esplosiva;
- le "fuzes" invece erano quelle spolette che al loro interno contenevano anche il detonatore, praticamente sempre all'estremità destinata ad entrare nell'ordigno.

Poi ci sono anche altre distinzioni da fare riguardo il tipo di funzionamento, la destinazione d'uso della spoletta, ecc. che esulano da questo argomento.

La spoletta in questione andava applicata posteriormente alla bomba.

Un'altra cosa vorrei aggiungere, però, riguardo la specifica spoletta postata. A parte il fatto che potrebbe provenire da un qualche deposito (ossia non essere stata mai impiegata), ma se è stata svitata da una qualche bomba d'aereo lanciata e non esplosa, il motivo di questo va ricercato nel fatto che le due appendici che si vedono fuoriuscire dalla parte posteriore e che formano nel complesso una specie di "forchetta" che trattiene un'asta filettata collegata alla massa battente che, all'impatto avrebbe fatto fuoriuscire all'anteriore uno spillo, non si è svitata, per cui la bomba non ha potuto funzionare.
Qualcuno che conosce in maniera generica questi ordigni potrebbe domandare: e la spoletta anteriore? Perchè non ha funzionato almeno lei? Molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, il motivo del fallimento va ricercato nella quota di lancio troppo bassa, che non ha permesso l'armamento di entrambe le spolette.
Posto di seguito una pagina di un manuale tecnico
cat-0232.jpg
Passiamo alla decifrazione del contrassegno "LECCO". Anche qui chi ha prodotto questa spoletta avrebbe potuto mettere i puntini... [icon_246 [icon_246 [icon_246
Invece non li ha messi, creando così non pochi infelici, nell'immane sforzo di immaginarsi fantapolitici scenari di tradimenti al fascio e quant'altro, dato che questo permetteva una interpretazione eccitante ma fortunatamente errata nel riconoscimento.
Da ricerche anche incrociate che ho effettuato sul web mi sono convinto che la ditta produttrice di questa spoletta è la "LAKE ERIE CHEMICAL COMPANY" (in questo caso abbreviata L.E.C.CO.) con sede in Cleveland, Ohio, Stati Uniti, e che entrò nel novero delle migliaia di industrie che produssero e fornrono materiale bellico ai "cugini" britannici sotto l'egida della legge Lend & Lease (Affitti e Prestiti) voluta dal presidente Roosvelt per aiutare gli alleati nello sforzo bellico.

Se eventualmente qualcuno avesse informazioni diverse da quelle fin qui postate, ben venga...

Ciao
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da Pivi »

Dunque, la forchetta deve svitarsi/va svitata per armare il "percussore", altrimenti questo rimane avvitato al corpo della spoletta...
Tale forchetta si svitava in volo?

PS: scusate se ho chiesto una cosa ovvio ma di bombe non so nulla
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stecol
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da stecol »

Si, la forchetta si svitava in volo tramite un'asta di rimando collegata all'elichetta posta in coda la governale.
In teoria la forchetta, una volta estratta dalla coda filettata del percussore, doveva saltare via e restare nel cono del governale, ma anche se non fosse accaduto sarebbe saltata via per la concussione all'impatto, per non parlare dell'esplosione ....

Credo che le immagini possano meglio di ogni spiegazione ...
PistoNo28_001.jpg
PistoNo28_002.jpg
Ciao
Stefano
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da wyngo »

Ciao a tutti.
Ottimo chiarimento dall'amico Stecol...esplicativo il disegno che evidenzia la contrapposizione delle palette dell'asta alla forchetta del pistol che svitando il percussore dalla filettatura, ne permettevano la percussione al momento dell'impatto della bomba. Solo un piccolo distinguo...i pistol o le spolette di coda ordinari,ovvero a percussione funzionavano con eliche sinistrorse, ovvero che svitavano la forchetta, mentre i pistol a lungo ritardo chimico, tipo il n37 o n17, funzionavano al contrario, ovvero avvitavano la forchetta per consentire la rottura dell' ampolla di acetone che sciogliendo i dischi di celluloide, determinava il lungo ritardo di funzionamento...quindi diverse eliche per diversi funzionamenti...molto più' materiale per fare un corretto riconoscimento anche se è molto raro ritrovare governa li e aste di armamento di bombe aeree
Ciao Francesco
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da stecol »

A volte mi viene in mente una scemenza, ma per cambiare il verso di rotazione dell'elica non sarebbe stato sufficiente montare l'elica alla rovescia ?
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da Centerfire »

stecol ha scritto:A volte mi viene in mente una scemenza, ma per cambiare il verso di rotazione dell'elica non sarebbe stato sufficiente montare l'elica alla rovescia ?
Béeep!
Bocciato!
Puoi ribaltare l'elica quanto vuoi ma le palette manterranno sempre la stessa inclinazione... [icon_246

Devi proprio cambiare l'inclinazione delle pale rispetto all'asse! [264
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da stecol »

Difatti, rovesciando l'elica (togli il fermo, sfili l'elica dall'alberino, la giri sotto-sopra, infili l'elica sull'alberino, ri-metti il fermo [icon_246 ) cambia il passo dell'elica e quindi il senso di rotazione. [249 [249 [264
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Re: spoletta per bombe d'aereo N°28 Mark III

Messaggio da wyngo »

Ciao a tutti.
Solo due precisazioni diciamo generali... [110.gif
In molti paesi stranieri, come anche in Italia, i sistemi di armamento delle spolette posteriori delle bombe d'aereo erano solidali alla spoletta stessa, in genere, come dicevo nel precedente intervento, l'elica svitava (nelle spolette a percussione, quelle che sono la stragrande maggioranza) l'asta di armamento che era filettata nella spoletta.
In fase di armamento la spoletta posteriore o di coda, veniva montata successivamente al governale (le ali stabilizzatrici posteriori delle bombe d'aereo), da dove sporgeva leggermente, per ricevere il flusso d'aria che provvedeva al movimento dell'elica, che generava lo svitamento della stessa asta dalla spoletta, armandola.
La bomba veniva sganciata dal puntatore-bombardiere sull'obbiettivo e nel momento in cui abbandonava l'aereo i cavi di armamento si sganciavano lasciano libera l'elica di effettuare le poche rotazioni previste per armarla definitivamente e permetterne l'esplosione all'impatto o secondo le modalita' previste.
In sostanza l'armamento ad elica permetteva di trasportare le bombe relativamente in sicurezza, armandole definitivamente solo dopo l'abbandono ed un certo percorso in caduta, lontano dal velivolo.
TF2-1.jpg
br20022.jpg

Spagna_8.JPG
M64%20bomb%202.jpg
Gli inglesi scelsero una via diversa, montando sulle bombe d'aereo spolette particolari dette pistol, che non contenevano alcuna parte esplosiva, essendo in sostanza un congegno meccanico che veniva, nel momento del montaggio, accoppiato ad un detonatore e successivamente al montaggio del governale, ad un'elica con relativa asta...sistema molto sicuro ma poco pratico, che dette comunque buoni risultati ma non venne mai mutuato da alcuna altra nazione, nemmeno in futuro.
Avevano in servizio anche poche spolette vere e proprie ma per la stragrande maggioranza impiegarono esclusivamente i pistol....
28amp30_zps747b01ae.jpg
bombpistols2.jpg
Arming vanes and strikers 005.jpg
Arming vanes and strikers 001.jpg
Arming rod 003.jpg
Arming rod 001.jpg
Disponibile ad ogni chiarimento, consapevole che l'argomento è un po ostico...
Foto prese in rete e non modificate...
Ciao Francesco
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