70 anni di un mito MG 42

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Andrea58
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70 anni di un mito MG 42

Messaggio da Andrea58 »

Un’arma che quest’anno compie settant’anni e non li dimostra nemmeno un poco: La MG 42

Cominciamo da lontano e cioè dalla I G.M., dove i tedeschi si presentano con la loro versione della Maxim il modello 08 in 7,92. Si trattava di una classica mitragliatrice raffreddata ad acqua con tutte le limitazioni del caso, pesi ed ingombri.

Con la rivoluzione delle tattiche di fanteria messa in atto dai tedeschi già a partire dal 1915-16, che prevedevano l’iniziativa e la capacità di raggiungere un obiettivo portato fino al livello di plotone, si rese necessaria la presenza di un’arma automatica estremamente mobile che potesse seguire agevolmente fucilieri e granatieri.
Si passò così ad una versione alleggerita della mitragliatrice pesante, la MG 08/15 che pur mantenendo il manicotto di raffreddamento ad acqua, introduceva modifiche alla culatta, l’aggiunta di un calcio, di un’impugnatura a pistola ed un caricatore a tamburo.
300px-German_MG08_Machine_Gun.jpg
.
Verso la fine della guerra comparve l'ultima versione la 08/18 raffreddata ad aria ma ormai la guerra era perduta ed il successivo trattato di Versailles limitò molto la Germania in questo campo.
220px-MG_08-15.JPG
Comunque allo Stato Maggiore dell'Esercito la lezione della guerra e di cosa poteva fare una mitragliatrice sul campo di battaglia rimase ben impressa. Dopo l'adozione della MG 13 come arma di ordinanza bisogna aspettare la comparsa del modello 34 perché l'esercito tedesco cominci a disporre di un'arma moderna ed all'altezza della situazione.
Quest' arma progettata dalla Mauser (ma non era Rheinmetall ?) e sviluppata in Svizzera dalla sua sussidiaria Solothurn, fu la prima vera mitragliatrice bivalente prodotta in grandi quantità e distribuita alle truppe in buoni quantitativi.

Le caratteristiche principali della MG 34 erano le seguenti:

cal. 7,92x57 - funzionamento a corto rinculo - tiro selettivo comandato dalla posizione del grilletto - alimentazione a nastro con nastro non disintegrabile in cassetta da 300 colpi (6x50) in alternativa tamburo da 50 colpi per usarla dal fianco durante gli assalti o caricatore a sella da 75 colpi - rateo di fuoco 800/900 colpi/ min. - lunghezza totale 1220 - lunghezza della canna (sostituibile) 625 mm - peso con bipiede integrato Kg. 12 peso treppiede 19 kg.

Si trattava di una buona arma, precisa e robusta che portava parecchie innovazioni come il calcio sintetico, il cambio rapido della canna e la facile scomponibilità di tutta l'arma. Era un’arma che però aveva due "difetti" e cioè il costo di produzione e le lavorazioni meccaniche necessarie a renderla così affidabile. Essendo poi un'arma costruita e progettata in tempo di pace non teneva conto, ne poteva anticipare quali sarebbero stati gli scenari futuri di impiego e produzione. Mediamente per la costruzione di una 34 serviva il doppio del tempo che per una 42 ed il costo della prima era di 375 Reichsmark contro i 250 della seconda. Rimase comunque in produzione per tutta la durata della guerra anche dopo la comparsa della sua discendente l' MG 42.
Di quest'arma si è detto molto compreso il fatto che il suo progettista utilizzò idee rubate tratte da progetti polacchi. Sia come sia il dott. Grunow progettò la miglior mitragliatrice della seconda guerra mondiale ed oltre. Tre le migliorie più evidenti rispetto alla 34, chiusura a rulli, sistema di sostituzione della canna ulteriormente migliorato e cadenza di tiro circa 1200 colpi/min. Ma non erano queste le cose che ne fecero un mito. La vera novità era il metodo di produzione che passava dalla lavorazione per asportazione di truciolo di semilavorati all'assemblaggio di particolari stampati da lamiere di forte spessore.
Naturalmente siamo ancora agli inizi della tecnica ed i tedeschi ricorsero ancora a controlli ed aggiustaggi che oggi sarebbero improponibili. Comunque fu un notevole passo avanti perché permise di delocalizzare la produzione e dedicarsi all'aggiustaggio solo su pochi pezzi cruciali. Lo studio dell’MG42 ha praticamente inizio nel 1934, quando l’Heereswaffenamt si rese conto che una produzione in serie della Einheitsmaschinengewehr Modell 1934 sarebbe stata sia troppo complessa che troppo cara. Nel febbraio del 1937 furono coinvolte in tal senso tre tra le maggiori aziende nel settore, la Rheinmetall-Borsig A.-G. , la Stübgen A.-G. di Erfurt e la Grossfuss Metall-und Lackierwarenfabrik di Döbeln. Alla fine toccò alla stessa Grossfuss migliorare il proprio progetto che dopo una serie di realizzazioni semisperimentali, culminò nella MG39, di cui 50 esemplari furono provati nella scuola di fanteria di Döberitz e successivamente nella MG39/41, che superò i test con successo. La produzione in serie dell’MG42 ebbe l’approvazione nell’estate del 1942 da cui la sigla.

Anche quest'arma fu prodotta in varie tipologie per adattarsi alle varie situazioni con l'uso di accessori dedicati tipo mirini contraerei e simili, affusti di vario tipo e quanto le necessità della guerra esigevano. Alla fine della guerra erano state prodotte più di 400.000 MG42 dalla Grossfuss di Döbeln, dalla Gustloff-Werke di Suhl, dalla Maget di Berlino, dalla Mauser-Werke di Berlin-Borsigwalde e dalla Steyr-Daimler-Puch A.-G. di Steyr-Oberdonau assemblando anche pezzi provenienti da piccole officine.
Un fatto curioso riguardo a quest’arma riguarda il famoso Skorzeny che lo riporta nelle sue memorie. Fu incaricato nel 45 da Hitler in persona di trovare armi in tutta la Germania per armare la Volksturm e si mise all’opera alacremente, aveva carta bianca, camion e benzina. In una fabbrica decentrata trovò alcune centinaia di mitragliatrici nei vari stadi di assemblaggio e provvide a sequestrarle. Il direttore dello stabilimento si oppose perché non era ancora passato l’ispettore…per la punzonatura dei WaA.
Le foto che seguono sono state inserite perchè evocative e non a titolo esplicativo dato che si tratta di una mitragliatrice conosciutissima.
396px-Bundesarchiv_Bild_101I-691-0244-11,_Russland,_Winter,_MG_42_in_Stellung.jpg
Bundesarchiv_Bild_101I-204-1727-18,_Jugoslawien,_Soldaten_mit_MG_42_im_Schnee.jpg
cd 58 003.jpg
Finita la guerra proseguì il suo lavoro in molti eserciti e su molti fronti e fu prodotta localmente in almeno due calibri principali, l'originario 7,92x57JS ed il 7,62 NATO. Tipico esempio fu la Yugoslavia che utilizzò le molte armi di preda bellica, oltre che produrre una sua versione locale denominata M53 Sarac.
Tre sono le versioni principali del dopoguerra, la MG 1 meglio conosciuta come MG 42/59 che venne adottata estesamente da molti eserciti NATO; aveva una cadenza ciclica leggermente diminuita, che si attestava attorno agli 800 colpi al minuto. Questo risultato su quelle italiane prodotte dalla Beretta e dalla Whitehead fu ottenuto aumentando il peso dell'otturatore da 800 a 1200 grammi.
Poi c’era la MG 2 ottenuta per trasformazione in calibro NATO delle MG 42 belliche.
In Germania fu adottata con la sigla di MG3 e prodotta con quella denominazione anche da Turchia e Pakistan, l'Austria ha il proprio modello la MG 73.

Le principali caratteristiche della 42 sono:
cal. 7,92x57 - funzionamento a corto rinculo - tiro solo automatico - alimentazione a nastro con nastro non disintegrabile in cassetta da 300 colpi (6x50) in alternativa tamburo da 50 colpi per usarla dal fianco durante gli assalti - rateo di fuoco 1100/1300 colpi/ min. - lunghezza totale 1220 - lunghezza della canna (sostituibile) 533 mm - peso con bipiede integrato Kg. 11,5 peso treppiede 19 kg. L'arma inizia il fuoco ad otturatore aperto per evitare problemi di autoaccensione della cartuccia. In tiro automatico sostenuto la canna va cambiata ogni 250 colpi


Le foto della Mg 15 vengono da Wikipedia le altre dal Bundesarkiv
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Re: 70 anni di un mito MG 42

Messaggio da Centerfire »

Ottimo lavoro Andrea, complimenti! clap

Uh, mi pareva ricordare che le nostre Mg59 tirassero 600 c/min, devo verificare...
L'ho usata e "manipolata" in quanto Comandante di Plotone durante la leva, giudizio molto positivo! [264


Verificato, ricordavo male, 800 c/min! [264
Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
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Re: 70 anni di un mito MG 42

Messaggio da kanister »

Ottimo.
Una cosa che nessuno è mai riuscito a spiegare è il motivo per cui, pur avendo iniziato la produzione delle MG42, ancora nel 1945 fosse in corso anche la produzione delle ormai obsolete MG34, che anzi continuerà ancora nel dopoguerra.
Qualcuno ipotizza che non sia così semplice cambiare in corsa la linea di produzione, però mi chiedo se in vista dei risparmi di tempo e di materiale non si possa bloccare una linea e sostituirla con una nuova.
In fin dei conti con l'MP40 è stato fatto, come pure con l'FG42 e con l'icona delle forze tedesche: la Luger.
Perchè non farlo anche con la MG34? E ricordiamo anche che nel 1945 era già allo studio un modello ulteriormente semplificato di MG42, la MG45.
E non parliamo poi dei fucili Mauser a ripetizione manuale, sicuramente superati dai vari modelli di StG44.
ciao, g.u.
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Re: 70 anni di un mito MG 42

Messaggio da Andrea58 »

kanister ha scritto:Ottimo.
Una cosa che nessuno è mai riuscito a spiegare è il motivo per cui, pur avendo iniziato la produzione delle MG42, ancora nel 1945 fosse in corso anche la produzione delle ormai obsolete MG34, che anzi continuerà ancora nel dopoguerra.
Qualcuno ipotizza che non sia così semplice cambiare in corsa la linea di produzione, però mi chiedo se in vista dei risparmi di tempo e di materiale non si possa bloccare una linea e sostituirla con una nuova.
In fin dei conti con l'MP40 è stato fatto, come pure con l'FG42 e con l'icona delle forze tedesche: la Luger.
Perchè non farlo anche con la MG34? E ricordiamo anche che nel 1945 era già allo studio un modello ulteriormente semplificato di MG42, la MG45.
E non parliamo poi dei fucili Mauser a ripetizione manuale, sicuramente superati dai vari modelli di StG44.
La produzione industriale tedesca ha ricevuto un bel colpo di speroni quando è arrivato Speer che aveva carta bianca da Hitler. Però nemmeno lui poteva fare miracoli. Ipotizzo che fosse comunque troppo tardi e comunque tante fabbriche e fabbrichette erano in grado di lavorare alla vecchia maniera mentre non sarebbero state in grado di passare a quelle che per l'epoca erano tecnologie avanzate.
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