bombe d' aereo italiane

La bibbia delle bombe d'aereo

baffobruno

bombe d' aereo italiane

Messaggio da baffobruno »

Buona domenica a tutti.
Sto cercando dati e caratteristiche sul munizionamento di caduta degli aeroplani italiani durante la II Guerra Mondiale, e qualcosa ho trovato, tranne che per queste voci, per le quali le notizie sono scarse:
a) Bomba Manzolini;
b) le cosidette "bombe greche" (forse di preda bellica);
c) le bombe a carica cava per impiego contro bersagli blindati.-
Si trattava nel complesso di ordigni che non superavano i 15 kg. di peso.
Grazie sin d' ora
baffobruno
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fert
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Messaggio da fert »

la bomba manzolini era una tipica bomba usata contro la fanteria. erano contenute in un bomba container nella misura di 24 che le liberava in volo. aveva un meccanizomo di autodistruzione, non esplodeva all'impatto ma se mossa, senzibilissima alle vibrazioni.
dati:
peso 4kg
lunghezza totale: 312mm
diametro 70mm
carica esplosiva 0.67 kg di tritolo
200712921634_manzolini.JPG
ci sono vaghe informazioni che documentano l'esistenza di bombe da 3.5, 5, 25, 50, 100 kg a carica cava, ma quella usata e sicuramente costruita risulta essere la 3,5kg.
lunghezza totale 670mm
diametro 152mm
carica esplosiva 2.2 kg di RDX, TNT e cera nella percentuale di 60%, 38%, 2%
2007129211440_DSC02209.JPG
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Centerfire
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Messaggio da Centerfire »

Certo che noi come Munizionamento a Caduta stavamo messi bene!!!!!
Meno male che le tute da aviatore avevano le tasche per metterci i sassi....
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stecol
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Messaggio da stecol »

Buona sera a Tutti

All'inizio della guerra l’armamento di caduta della Regia Aeronautica non era né migliore né peggiore di quello delle altre nazioni. La gamma di armamenti copriva un po' tutte le esigenze partendo dagli spezzoni da 1/2 chilo fino ad arrivare alle bombe da 800 kg, passando per tutti i pesi e le categorie di ordigni conosciuti.

Il problema è che non c'è stata nessuna quasi nessuna evoluzione nell'armamento di caduta della RA. Ad eccezione dei siluri aerei, delle FFF e un paio di modelli di bombe perforanti antinave, per il resto si fece ben poco a livello operativo. Si andò avanti con le solite bombe da 100, 250 e 500 kg e poco altro. Niente razzi, niente mine antinave, niente armi teleguidate, niente bombe al di sopra degli 800 kg, niente ...
Eppure negli anni '30 si era all'avanguardia in alcuni settori, come in quello del munizionamento di piccolo calibro, chimico e da interdizione sia navale che terrestre; a quest'ultima categoria apparteneva proprio la "Manzolini".

A proposito la Manzolini ufficialmente si chiamava 4 A.R. (Bomba da 4 kg ad armamento ritardato) ma era nota a tutti come "Bomba Thermos"; nonostante le definizioni è una mina multiruolo seminabile da aerei. La PRIMA della storia.
La semina della Manzolini avveniva tramite delle spezzoniere fisse dotate di 6 o 7 tubi di lancio contenenti due bombe ciascuno, da agganciare verticalmente nelle stive bombe dei bombardieri medi al posto delle bombe da 100 kg.
Nata per interdire l'uso di aeroporti, era sensibile alle vibrazioni o ai piccoli movimenti indotti dal passaggio di aerei in rullaggio. Quando esplodevano oltre alla potenza dei 670 g di TNT, molto più di una bomba da mortaio da 81 mm, c'era da mettere in conto anche uno sciame di schegge efficaci ad oltre 30 m. Se a questo si aggiunge che una percentuale variabile di mine era dotata di autodistruzione a tempo (60-80 hh) il quadro è completo.
Queste "doti" e le esigenze operative ne "stornarono" l'utilizzo sulle vie di comunicazione a partire dall’estate del 1940, dove svolsero un ottimo lavoro sia contro personale che contro i veicoli. Questo a detta degli inglesi che le temevano talmente tanto da raccomandarne la neutralizzazione solo col fuoco di armi portatili a distanze non inferiori alle 100 iarde.

Curiosamente la Regia non valutò appieno l'efficacia di questi ordigni e ne abbandonò progressivamente l'utilizzo, mentre la RAF mise in servizio nel 1942 un ordigno concettualmente simile la 8 Lb. "F" Bomb: il primo impiego avvenne nel settembre del 1942 in Egitto durante la battaglia di Alam Halfa, dove creò grossi problemi ai reparti dell'Asse.

Ciao
Stefano
baffobruno

Messaggio da baffobruno »

Bellissimo e circostanziato profilo tenico-storico, Stecol!
Ma hai per caso notizia dell' impiego delle "thermos" da parte di monomotori quali gli "assaltatori" Breda 65 (usati in ASI a esaurimento) o dei caccia tipo Fiat G. 50 e Macch 200 che, almeno "sulla carta", e stando ai dati di fabbrica, avrebbero dovuto essere dotati di spezzoniere?
Ciao e buon 2008
baffobruno
baffobruno

Messaggio da baffobruno »

Un ringraziamento anche a Fert per le belle immagini.
Proverò a scartabellare nell' Italian & French Ordnance per vedere di capire se c' era qualche altro gingillo del genere in giro. Stranamente, e ho centinaia di immagini fotografiche della Regia Aeronautica, si vede un po' di tutto in fatto di munizionamento di caduta, ma "thermos" zero.
baffobruno
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stecol
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Messaggio da stecol »

Prima di tutto Buon Anno a Tutti,

Baffobruno grazie,

Le spezzoniere sui Fiat G.50 mi sembra che vennissero previste in fase progettuale, ma mai installate nella realtà.
Stessa cosa accadde per il Reggiane 2000 che montò, solo sul prototipo, delle spezzoniere fisse alle radici alari.
I Macchi non dovrebbero mai averle avute né in fase di progetto, né in fase di progettazione.

I Breda sicuramente usavano delle spezzoniere fisse e, forse, anche sganciabili, ma non saprei dirti con sicurezza se erano compatibili con le Manzolini.
Controllerò in biblioteca per vedere se si fa cenno a questo utilizzo, anche se qualcosa mi sembra di ricordarlo.

Ciao
Stefano
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stecol
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Messaggio da stecol »

Ho controllato in biblioteca,

Confermo quanto detto per i caccia, quindi MC.200 mai avute le spezzoniere e nemmeno previste, G.50 previste in fase di progetto ma mai installate e comunque erano per i soli spezzoni in quanto nel 1936 le "Manzolini" non esistevano.

Confermo l'utilizzo delle mine da parte degli SM 79, con 12 spezzoniere fisse contenenti ciascuna 21 4 A.R., e da parte dei Breda Ba.65 con un carico imprecisato.

Nella fattispecie i Ba.65 furono usati con questo armamento dal 50° stormo d'assalto che nell'autunno 1940 schierava il 12° Gruppo (159^ e 160^ Sqd.) in Libia.

Nell'ambito di questo ciclo di operazioni lo stormo veniva decorato con la MAVM e il comandante della 159^, cap. Antonio Dell'Oro, con la MOVM alla memoria.

Cito testualmente la fonte: "... contro i corazzati britannici si intervenne con spezzonamenti e lancio di bombe da 15 kg, mentre larghe zone vennero minate con il lancio di speciali bombe da 4 kg ..."

Le "speciali bombe da 4 kg" non possono essere altro che le 4 A.R.

Ciao
Stefano
baffobruno

Messaggio da baffobruno »

Mamma mia, Stecol! Centro pieno!
Quello che veniva promesso dal progetto non veniva mantenuto in catena di montaggio... un classico. Altro che le Rustsatz della Luftwaffe...
La solita disorganizzazione... italiana.
Ma ricordo di aver visto da qualche parte la foto di un Re. 2000 - parcheggiato sotto una rete mimetica - con una specie
di portabottiglie-del-latte posizionati proprio alla radice alare.
Neanche a farlo apposta, regolarmente vuoti...
Se la pesco, la posto, ma chissà in quale cd l' avrò masterizzata e da quale sito l' avrò scaricata. Ne ho una pila tanto...
L' unica immagine, co' 'sti cestini, e più la guardavo e più mi pareva una bestia rara.
Un saluto
baffobruno
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stecol
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Messaggio da stecol »

Ciao Baffobruno,

Dai un'occhiata a questo sito:

http://www.modellismopiu.net/modules/ne ... 94&forum=5

A proposito di immagini operative, ti allego una foto delle 4 A.R. "sul campo" fatta negli anni '60 in Libia (pre Gheddafi) durante un'esercitazione USA. Sembrano seminate la sera prima e invece erano lì da oltre vent'anni.
[II][II][II]
200812194641_4-AR_08.jpg


Ciao
Stefano
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